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E' da quando abbiamo visto il docu-film "Il Grande Silenzio" che si volevano visitare i luoghi così ben descritti dal regista tedesco autore di quest'opera.

 

La "Chartreuse" è l'abbazia dei monaci certosini più grande in Europa ed i luoghi che fanno da contorno a questa zona di culto monastico sono rimasti pressochè intatti nel corso del tempo con la loro bellezza fonte di serenità.

 

La nostra è una vita frenetica con ritmi ossessivi dove ci viene richiesta a volte una capacità di controllo difficile da mantenere,e dove spesso perdiamo i valori umani o riferimenti più ampi.

 

La fede puo' essere uno stimolo e comunque le nostre due ruote,in fondo,sono una fuga dalla quotidianità come può essere un periodo "filtrato" in una foresteria di un'abbazia,per cui le similitudini ci sono e quindi, in sella e via....

 

E' il 14 di luglio 2007,tempo splendido,cielo terso, aria non troppo calda: diamo come meta al navigatore St.Pierre de Chartreuse con l'obbligo di evitare le autostrade, quindi si parte.

 

Godiamo una MuseeChartreuse1Valle d'Aosta per nulla trafficata con una media regolare e rispettosa di tutti i limiti, scoprendo che abbiamo fatto bene in questa scelta : i controlli di Carabinieri e Polizia Stradale si snodano lungo il percorso e ne passiamo,giustamente, indenni !

 

Si sale verso il Piccolo San Bernando ed iniziano cosi' ad aumentare i colleghi a due ruote con targhe di molti Paesi d'Europa : l'aria si fa bella frizzante, ma invece di fare tappa al Passo proseguiamo notando con sorpresa che il navigatore ci fa deviare dalla strada principale che ben conosciamo,attraverso una gustosa stradina che passa per Montvalezan di cui bisognerà tenere conto se si trovassero dei camper sulla strada principale.

 

In effetti abbiamo riscontrato con soddisfazione che se si da' l'opzione "itinerario piu' breve", sovente veniamo guidati su strade tortuoseBorgStMaurice motociclisticamente molto interessanti perché alternative ai percorsi sovente a noi già noti, insomma è un bel sistema per fare nuove scoperte!

 

Poichè gli stomaci borbottano pensiamo ad una pausa ristoratrice e così facciamo tappa a Bourg St.Maurice alla fine della strada del Colle.

 

Qui iniziamo a capire cosa significhi venire in Francia il 14 luglio : la Festa direi che è dappertutto e bandiere, decorazioni di ogni tipo oltre a paesi tirati a lucido si sciupano.

 

Ci immergiamo così nel piccolo borgo sabaudo per godere di concerti multi-etnici e del clima gioioso che ci circonda ;con fatica troviamo un tavolo in un ristorante della via principale dove lo "struscio" è al massimo.

 

La musica pervade il borgo emessa da altoparlanti fissati lungo la via principale :scopriamo con soddisfazione che le canzoni popolari che vengono riprodotte non sono altro che le stesse che suoniamo noi nella nostra Associazione Culturale Piemontese (http://www.solalp.it), solamente in lingua francese e non in piemontese, ma identici i testi e le melodie a riprova di origini più che comuni, stesso popolo, stessa montagna, stessa nazione, cioè la Savoia !

 

La nostra moto suscita curiosità in un passante in quanto "non ha mai visto una moto simile, ovvero una Guzzi!....". Mah, non ci convince, mi sa della classica "boutade" transalpina, direi che usando un termine "longobardo", noi "tirem innans..."

 

StPierreChartreuse1Affrontiamo il percorso del pomeriggio a dire il vero un po' palloso,causa alcuni tratti rettilinei che sembrano non terminare mai anche perchè, notando il comportamento estremamente rispettoso del Codice della Strada dei colleghi transalpini, ci adeguiamo ed i limiti sono da far cascare le braccia!

 

Per fortuna si arriva alla bellissima strada che passando da Entremont salirà a St.Pierre de Chartreuse nostra meta per la serata ed il pernotto.

 

E' un trionfo di curve, alcune belle strette, e non essendoci nessun altro mezzo oltre al nostro è come sentirsi in Paradiso,ovvero liberi di tenere il passo ideale cambiando ritmo a seconda dell'umore dei cilindri e dell'equipaggio, rimirando il paesaggio, cogliendo gli odori del sottobosco, insomma immergersi in tutto ciò che vuol dire essere su due ruote !

 

Arriviamo così al Col du Cucheron da dove si gode un panorama totale facendoci comprendere al meglio la topografia del territorio : siamo sulla catena montuosa che ha come riferimento al nord la città di Chambery ed al sud quella di Grenoble, quasi una linea retta dove la forestazione è elevata e la densità di popolazione scarsa.

 

Con facilità giungiamo al nostro albergo (Hotel Victoria,nella piazza di fronte al municipio) che abbiamo opzionato grazie al web anche se la cosa non è stata facilissima: è prevista la festa per il 14 luglio con fuochi d'artificio, musica, etc.... per cui prenotare una camera è diventata operazione "preziosa" per i locali che assurdamente ci hanno chiesto un bonifico di 12,50 euro il mercoledì prima di questa data !

 

A parte il costo di 7 euri per detta operazione, la stessa non avrebbe avuto alcun senso visto che con i tempi del nostro sistema bancario babilonese, lo stesso sarebbe giunto probabilmente la settimana successiva alla nostra trasferta: non si capisce perchè di norma basta dare i dati della propria carta di credito per "bloccare" una camera, qui invece è stata una operazione di Stato, bah !

 

La proprietaria è molto gentile e ci fa parcheggiare Eleanore di fronte all'ingresso dell'hotel e dopo le operazioni di rito siamo pronti a buttarci a capofittoMuseeChartreuse1 nella "movida" locale !

 

In realtà è la normalissima vita di un piccolo borgo montano in piena estate, con il suo turismo minore di "randonneur" e di chi cerca la tranquillità come noi.

 

In effetti anche il rinfresco gentilmente offerto dalla Municipalità non avrà una grande partecipazione nonostante sia invitante (nonchè totalmente gratuito !) ed in effetti il movimento sulla piazza sarà scarso fino alle 22.00 ora d'inizio dei fuochi d'artificio.

 

La stanchezza di una settimana più che stressante, ci coglie completamente come una "tramvata"e ci costringe ad un prematuro abbraccio con il buon Morfeo nella nostra microcameretta.

 

So che a molti può apparire strano ma abbiamo perfino saltato la cena dalla stanchezza , per cui la colazione ci vede giustamente voraci ad affrontare un ottimo "petit dejuner" di buon mattino !

 

Giornata ancora più bella della precedente per cui ci muoviamo alla svelta alla volta del Musee della Grande Chartreuse !

 

Il percorso è breve ma molto gradevole e così si giunge rapidamente al parcheggio del Museo che , incredibilmente, ha un ampio spazio dedicato alle motociclette di cui usufruiamo molto volentieri.

 

Il Museo apre alle 10.00 e noi siamo arrivati giusto per l'apertura : ci viene data una guida "elettronica" dove una registrazione in un italiano con forte accento calabrese ci accompagnerà per il tour.

 

Descrivere il percorso che illustra la storia del movimento monastico fondato da Bruno di Colonia è difficile, ma ciò che si può far percepire è l'atmosfera che traspare da quest'angolo di Francia, la serenità che pervade questi luoghi dove la sacralità che ne deriva non è religiosa ma propria del territorio.

 

Man a mano che aumentano gli ospiti comprendiamo che quest'atmosfera pervade tutti,si parla a bassa voce, si leggono le descrizioni, si ascoltano gli audiovisivi, si cerca di capire il mistero di queste vite dedicate al grande silenzio !

 

Il tempo scorre senza nemmeno rendercene conto e quando si risale sulla sella un po' ci sentiamo trasformati, o perlomeno ci sentiamo lontani mille miglia dagli stress della vita "moderna".

 

Il rientro ci darà il "risveglio" costringendoci a rituffarci nel traffico assurdo del Col du Mont Cenis (al Petit San Bernard sta passando il tour de France...), e della Valle di Susa percorsa da ogni genere di mezzo,complice il caldo che ha spinto tutti i cittadini a ricercare il "fresco" in alta quota.

 

Nonostante tutto ciò (oltre alla cronica difficoltà di trovare un distributore aperto la domenica in Francia...),nulla ha intaccato la "catarsi interiore" che la visita al Museo della Chartreuse ci ha lasciato.

 

Forse per molti questo piccolo tour può sembrare qualcosa di limitativo,di anomalo,ma noi lo consigliamo vuoi come percorso di conoscenza,vuoi per i panorami, vuoi per la semplicità dei luoghi e della gente.

 

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